Le recensioni sulla punta della lingua

maestra1 Ieri ho finalmente visitato Bellissima, fiera dell’editoria indipendente, che dal 18 al 20 marzo ha riempito il Palazzo del Ghiaccio milanese di bancarelle piene di libri sconosciuti. Com’è ovvio ho speso troppo, ma sono tornata a casa con un bel bottino. Ho scoperto l’esistenza della Lorusso, piccolissima casa editrice dalla grafica davvero curata e gradevole, e dal catalogo ricco di titoli interessanti. Sono tornata alla bancarella che vendeva i loro libri più e più volte, cedendo gradualmente e finendo per comprarli quasi tutti. Ho fatto bene: non si trovano in giro. Come capita spesso, la distribuzione è un problema.
Guardando la pila che, al solito, ho posizionato accanto al letto in attesa di divorare tutte quelle pagine, ho pensato di recensire questi piccoli libri che in pochi conoscono. Lo meritano: trattano temi attuali e significativi. Dopo aver intrapreso la lettura posso dire che non mi sono pentita della spesa. Tra l’altro, rispetto ai prezzi tipici da piccola casa editrice e considerando lo sconto che mi hanno fatto, non è stata una spesa eccessiva.
precarweb11 In realtà, però, non mi piace molto recensire. Vedo la lettura come qualcosa di intimo, un momento silenzioso in cui mi tuffo tra le pagine e non esiste altro. Prefersco ricopiare le citazioni che più mi hanno colpito, come faccio su tumblr ormai da un po’. Non mi interessa diventare l’ennesima “lit-blogger” che vi ammorba con l’elenco di titoli letti nell’ultimo mese. Per quello, se volete, c’è goodreads. freddocane
Anche se ammiro chi si prodiga per consigliare libri, parlandone in modo approfondito, temo che se iniziassi a farlo anch’io la mia voce si perderebbe nel mare delle recensioni. Inizierei a vederlo come un obbligo, non più come un piacere. Dunque, non farò un post sulle letture del mese. Mi limiterò a mostrarvi queste belle copertine, e a dirvi che dovreste dare una possibilità a questi titoli. Quanti tra voi, magari autori “emergenti” o aspiranti, non hanno mai nemmeno provato a comprare libri dalle più piccole case editrici che faticano a sopravvivere? Diamogliela, allora, questa possibilità. Perché a lamentarci della qualità mediocre dei titoli più venduti siamo bravi tutti, ma solo mettendo mano al portafogli e comprando davvero qualcosa di sconosciuto e poco distribuito possiamo fare la differenza.

 

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